22/05/2008
Eppure sei vicina a me..
Eppure sei vicina a me.. non chiedermi perché …
Guido, corro, sfreccio, ho come sempre i minuti contati. La musica quasi non la ascolto, poi inizia questa canzone. Ha poco a che vedere con me, eppure mi piace la voce di Fabrizio Moro, il suo tono rauco. Poi arriva il ritornello e le immagini si fanno pressanti, come le domande.Il sole invade la mia macchina. Il sole che adoro, il sole di cui ho un disperato bisogno, il sole troppo spesso oscurato dalle nuvole che, in questi giorni, sembrano farsi beffe di me.
E mi viene in mente una persona che è in India per lavoro.. Ha chiuso in fretta i bagagli ed è partito. Per lavoro, per ambizione o per soldi, non importa. Una persona che mangia cibi incredibilmente speziati, che va a ninna quando io rientro dal lavoro, che vive in una cultura così diversa dal mio comune modo di intendere.Gli amori vanno via, ma i sogni.. ma i sogni.. no!
Alcuni non si avvereranno mai però
immaginare è l’unica certezza che ho
E questa solitudine che sento sarà
il prezzo per un po’ di libertà
Il prezzo che ho sempre pagato. Il prezzo che continuo a pagare per essere colei che sono. La solitudine è stata desiderata, voluta, cercata ed infine raggiunta. I rumori sono fuori.
Eppure sei vicina a me.. non chiedermi perché …
La gazza ha abbandonato il terrazzo. Il falco grillaio ha spiccato il suo nuovo volo. L’anima danza al ritmo di una musica antica. I sogni sono cresciuti con me. I sorrisi scaldano il corpo più dell’afa. La primavera ha scelto una fuga d’amore con l’estate. 30 gocce diluite per vivere meglio. Il curry sulle labbra. Il caffè che non sveglia. Il rosso della passione e dei fiori. Il campanello che squilla nei sogni. I sigari condivisi per amicizia. Le telefonate perse. Il fascino ipnotico dell’Illusionista. Le candele moltiplicate. Le e-mail che raccontano tutto e niente. Il desiderio di scrivere che brucia sotto i polpastrelli. Le cause inconsapevoli. Le partenze ma soprattutto i ritorni. La memoria. I pensieri. L’immaginazione e l’immaginario.Il tempo passa mentre aspetti qualcosa in più
ma non rimette a posto niente se non lo fai tu
La pulizia è iniziata, inarrestabile, mentre il gatto ha sette vite e l’erba cattiva non muore mai.
E intanto …
Stasera sei lontana.. mentre io penso a te …Eppure sei vicina a me.. non chiedermi perché …
Dolcissimi sogni … … …
PS: il video non solo riporta la canzone citata, ma contiene fotografie che vale davvero la pena guardare. Buona visione! Buon ascolto! Buona lettura! e buona vita a voi tutti
20:10 Scritto da: cloemi in blog life | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: india, sogni, video, fabrizio moro, solitudine, libertà | OKNOtizie |
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20/04/2008
Vita
Il sole ha inondato la mia camera e la mia vita, questa mattina, insieme al mio cuore, ai miei occhi, al mio sorriso.
Il sole ha questo straordinario potere su di me. E mi ha riaccesa, dopo un lungo – lunghissimo – periodo di letargo.
Dopo pranzo bacio le persone che amo e fuggo via. Il termostato della mia macchina segna 27 gradi, il sole è caldo, la strada deserta. Lorenzo Jovanotti canta la sua musica.
Un falco fermo al centro della strada mi costringe a rallentare, per dargli precedenza, ma anche per essere ammirato, con la sua straordinaria apertura alare. Spingo il piede sull’acceleratore che arriva, tranquillo, a segnare 150 km/h. Le forze dell’ordine oggi non avranno tempo né voglia di rilevare infrazioni e saranno fuggiti, probabilmente al mare.
Il mio percorso sembra una immensa distesa di verde.
E le mie gambe han camminato tanto e la mia faccia ha preso tanto vento e coi miei occhi ho visto tanta vita..
Mi sembra di fondermi in questo percorso. Penso che BigBill abbia ragione da vendere. Sì, siamo sopravvissuti ad una nuova batosta. D’altra parte, le nostre spalle sono larghe e possenti.
Scusami, scusami, scusami. Usami, usami, usami.
Mi sembra che l’anima, a tratti, si stacchi da me, per volare nel cielo, a cercare quel falco magnifico. Mi sembra di scottare per il tanto calore. Guidando, cantando, penso a coloro che amo.
E le mie mani hanno applaudito il mondo, perché il mondo è il posto dove ho visto te. Dove ho visto te. Dove ho visto te.
Ma si può scrivere una canzone così bella ed associarle un tango? Evidentemente si può. E penso al tango e alla passione. Al tanto vissuto. Ricordo occhi che non potrò mai dimenticare.
E c’è una parte della Luna che assomiglia a te, quella dove si specchia il Sole che ispira musica e parole. Baciami, baciami, baciami. Mangiami, mangiami, mangiami.
Sole e Luna. Sole per vivere. Luna per sognare. Per lasciarsi andare. Per farsi trasportare dalla corrente calda. Tango a sottolineare la passione di una vita che non chiede giustificazioni. Spazi aperti e spazi chiusi.
E c’è una parte dentro all’Africa che assomiglia a te. Una leonessa coi suoi cuccioli, che lotta sola per difenderli.
Le mie unghie sono rovinate dai tanti graffi dati. Il mio corpo custodisce i segni di quelli ricevuti. Mentre il Sole cancella tutto e tira fuori la parte migliore di me, quella con la testa alta ed il sorriso aperto. Quella della maschia e della bambina. Quella che oggi avverte in sé la primavera, quella che fa sbocciare i fiori profumati, che ti fa camminare con il volto al cielo, che ti fa credere e credere e credere ancora, che ti fa capire di aver compiuto la scelta giusta.
E c’è una parte della vita mia che assomiglia a te, quella che supera la logica, quella che aspetta un’onda anomala.
A casa ho spalancato la porta-finestra che affaccia sul terrazzo. L’acqua per la gazza che certo avrà sete in questa calda, calda domenica. I piedi nudi. La foto posata su un ripiano. La nuova candela per illuminare le mie notti. La pianta sempre più rigogliosa, il vorticare della lavatrice che mi porta con sé in una danza nuova. Le parole di Bill, il messaggio di Aka, i ricordi passati.
Frammenti di vita che tornano a galla, per potere del Sole. La mia testa nuova che viene accarezzata una leggera brezza.
E tutto ricomincia, finalmente. Tutto torna a nascere e a vivere e ad aprirsi al mondo. Perché il Sole mi ha svelato un segreto. Sì, nonostante tutto, da oggi si ricomincia. Davvero.
Ringrazio lavale che ha creato questo video meraviglioso, pubblicandolo su youtube.
16/04/2008
Dieci, cento, mille volte WALTER
Però crederci è stato bello. Davvero. Credere che l’Italia potesse diventare un Paese migliore.
Credere che gli italiani non fossero in larga parte persone che potessero vendersi al miglior offerente in termini di chiacchiere. Che poi tra il dire e il “dare” ci sia di mezzo una galassia, beh.. questo è un altro paio di maniche.
E’ stato bello ascoltare Walter e porre in lui le speranze di una piccola grande donna del Sud.
Parlare con gli altri, quello non è stato bello, ma stimolante.
Eppure i segnali c’erano tutti. Io e il mio collega di scrivania oggi facevamo un’unica riflessione: siamo contornati da berlusconiani. Muti come pesci in campagna elettorale. Che se avesse vinto Walter statene certi che sarebbero tutti corsi a prostrarsi. Ma oggi, ehi.. oggi la veltroniana è tornata a lavoro e a loro non parso vero di sfilare con i loro sorrisetti sulle labbra. Loro, che la gente identifica come “figli di…”. Non punto il dito. Io, oggi, quel dito puntato contro l’ho subito, piuttosto. Ma ho sorriso. A testa alta. Perché la democrazia è questo: accettare il volere della maggioranza. E allora, eccolo, il loro volere.. e non ci è andata per niente male, a conti fatti. Fine ICI, amen, cancellata. Fine bollo auto (figata!). Fine immondizia a Napoli. Di sicuro nuovi mega condoni in arrivo. E udite udite!!! e soprattutto schiattate di invidia: qui in Basilicata NOI lucani (lo ha detto lui, proprio lui, il nano tinto e trapiantato) pagheremo il carburante a metà prezzo. Perché noi abbiamo la fortuna di dormire sul giacimento di petrolio d’Italia. Chi poi dovrà spiegare ai sindaci dove trovare i fondi, senza ICI, per le proprie comunità.. e chi dovrà spiegare alla Lega perché io paghi il gasolio a metà prezzo e loro no.. e chi dovrà cucire quelle infinite coperte per riempire i buchi neri nei conti dello Stato.. beh.. quello non è proprio affar mio. Io accetto la democrazia. E attendo. A mio vantaggio.
Però crederci è stato bello davvero. Nonostante la gola pizzicasse. Nonostante i capelli quasi rasati non proteggessero abbastanza la mia cervicale dal vento freddo di domenica sera.
E’ stato bello, in un comune “a destra”, come il mio, sfoggiare sul petto, e con fierezza, il logo del Partito Democratico, sentirsi un Wolontario, parte di un’unica grande famiglia che ha lottato fino alla fine.
I tanti passi nei corridoi, davanti al seggio in cui sono stata rappresentante di lista, per ingannare l’attesa. Il sorriso con l’apparecchio ai denti di un carabiniere con la pistola ad acqua. Gli abbracci agli Amici di una vita, ritrovati per un giorno. Il mio scrutare i volti di chi entrava in cabina. Il sonno che stentava a venire. Le gambe doloranti.
Lunedì è stato sole, ansia, gli stivali bassi, la tensione che saliva, gli “un due tre quattro cinque dieci cento passi”, i centomila caffè, il presidente incapace, le scrutatrici al limite della sopportazione, l’inizio dello scrutinio, l’ottima risposta della mia sezione. Il primo risultato: nella sezione 14 il PD batte il PDL con 50 voti in più. Ma fuori c’è chi sta scrivendo la storia. Mi tappo le orecchie e chiudo gli occhi per non dar retta alle proiezioni, di qualunque natura esse siano. Un sms di Akapa mi richiama alla realtà. Perché non trasferirsi in Spagna?
La serata si allunga. Lo scrutinio va per le lunghe. Il nano ha vinto, grazie agli italiani. In Sicilia è un tripudio. Puzza di bruciato. Mi arriva un ennesimo caffè. Zuccherato al volo. Tocca a me chiudere i registri. I conti tornano. Gli scrutatori mi ringraziano. Il sorriso con l’apparecchio mi saluta. La gola ora brucia per le troppe sigarette fumate in fretta. Jana in diretta radiofonica. Il nano in diretta telefonica su qualsiasi trasmissione televisiva. Mastico e sorrido con amarezza.
La Basilicata la segnano ancora come rossa, ma anche qui la Sinistra è scomparsa. Direi che sia più bianca che altro. E intanto i seguaci del nano hanno comunque recuperato un bel po’ di strada, a loro interdetta dal dopoguerra ad oggi.
Va bene così. E’ la Democrazia. E’ la Democrazia anche quando un imbecille attacca da un giornaletto chi non lo degna nemmeno di uno sguardo.
Che poi… io ho una testa messa a nuovo, un sorriso aperto, due spalle larghe, una vita bella, il piacere di bere caffè con chi non teme di guardarmi negli occhi. E dico.. da domani pagherò la benzina a metà prezzo!!! Che poi quando arriverà quel domani non lo so. Ma di certo ve lo farò sapere non appena accadrà. Spero solo di esserci ancora.
Lo sapete bene... per questa canzone - e per il suo significato - ho un debole. E mai come ora mi è apparsa più appropriata.
Dedicata a chi combatte ancora.. a chi non è in vendita.. a chi cammina a testa alta.. a chi si assume le proprie responsabilità.. a chi paga sempre il prezzo per le proprie idee.. a chi quelle idee non le butta nell'immondizia.. a chi oggi è deluso ma sente nel profondo di se stesso di essere pulito, dentro e fuori, come qualcuno, invece, non sarà mai. A chi è orgoglioso di colei/colui che è.
A chi è come me.
A chi è come loro.
A chi è come noi....
"Sei andato a scuola, sai contare?"
"E sai camminare?"
"Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4.."
U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi"
(dal film I Cento Passi di M.T. Giordana sulla storia di Peppino Impastato)
Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porterà dolore..
"Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
"Noi ci dobbiamo ribellare" (dal film)
Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l'hanno più trovato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
"E' solo un mafioso, uno dei tanti"
"E' nostro padre"
io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda
23:10 Scritto da: cloemi in vita | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: elezioni, politica, walter veltroni, nano, basilicata, petrolio | OKNOtizie |
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