Walter e io


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Ci sono certi giorni..

Ci sono giorni in cui la musica di Jovanotti mette i brividi, soprattutto se ascoltata a volume altissimo, sotto il sole, al centro della principale piazza di Matera, sotto il palco, mentre si è in attesa dell’arrivo di un semplice autobus. Verde.

Ci sono giorni in cui, quando quell’autobus arriva, ti viene da urlare di gioia. E lui è stanco, ma perfetto, come sempre. Lui, Walter Veltroni, che quando sale sul palco e saluta con la mano ha il potere di riaccendere gli animi.

Ci sono giorni in cui vedo le lacrime scendere dal volto bellissimo di mia madre, mentre condividiamo quella che sentiamo come una Emozione con la E obbligatoriamente in maiuscolo.

Ci sono giorni in cui, nella massa, ti senti parte di essa. E ti sembra un miracolo.

Ci sono giorni in cui riabbracci persone, sorridi, cammini sui tuoi stivali e ti sembra di tenere il mondo in pugno. Anche quando arricci il naso e ti allontano dai capannelli, sussurrando “no, tra i vip no, io con i vip ho poco da condividere”.

Ci sono giorni in cui vai a letto stanchissima. Ma appagata. Perché la forza delle idee ha questo potere. Un po’ magico, assolutamente unico.

Ma poi ci sono anche giorni in cui ti senti come svuotata. Giorni in cui scendi in fretta le scale e noti che quel mozzicone è ancora per terra, dove qualcuno lo ha lasciato cadere, nella fretta di nascondere qualcosa.

Ci sono giorni in cui ti guardi attorno e non trovi il tuo posto.

Ci sono certi giorni in cui il sorriso è tirato.

Ci sono giorni in cui credi che niente riuscirà più a sorprenderti. Giorni in cui ti chiedi se il cuore sia solo quel muscolo che pompa sangue e null’altro.

Ci sono giorni in cui ti chiedi il perché della tua incapacità di amare, di lasciarti andare. Giorni in cui ti manca una carezza, un pensiero dominante, un calore che possa annientare la tua sensazione di freddo.

Ci sono giorni in cui ti senti una meteora che vaga in un universo sconosciuto, in cui il sorriso di una bimba ti sembra l’unica cosa per cui valga la pena vivere. Giorni in cui la disillusione diventa protagonista.
Ci sono giorni in cui senti le lacrime pungerti gli occhi, mentre vaghi in macchina senza avere una meta, nella nebbia illuminata dai fari delle auto.

Ci sono giorni in cui le tue fragilità ti fanno tremare come una foglia al vento. Giorni nei quali i sogni sembrano appartenere ad un’altra epoca. Giorni in cui si affaccia nella mente l’immagine di un uomo di nome Euro senza una spiegazione valida. Giorni in cui vorresti poter correre più forte per stare accanto a colui che più di ogni altro ha bisogno di te.

Ci sono giorni in cui i tanti colori di un vestito di Cavalli non riescono a colorarti l’anima. Giorni in cui non hai niente da dire, niente da dare, niente da condividere. Giorni in cui un semplice cd sembra tirarti fuori una marea dall’anima. Giorni in cui la possibilità di scrivere diventa vitale.

8873a2a6073530a2af7b0776a39e41c8.jpgCi sono giorni in cui ti riscopri intollerante con gli intolleranti. Giorni in cui bombarderesti Pechino, in cui sputeresti sul potere economico, in cui vorresti possedere un cancellino che, come sulla lavagna nera che si usava a scuola, possa cancellare le brutture del mondo. E forse anche il mondo, forte con i deboli, spietato con gli umili, cinico con i poveri, insofferente nei confronti di chi predica quella straordinaria parola che racconta il valore della “pace”.

Ci sono giorni in cui ti specchi e vedi quella figura nello specchio allontanarsi. Giorni in cui i piedi vorrebbero rimanere scalzi. In cui i capelli si arruffano al vento. Giorni in cui la pioggia prova invano a lavarti via il trucco dal viso.

Ci sono giorni in cui una candela racconta solo fughe repentine.

Ci sono giorni nei quali una canzone d’amore diventa la canzone per eccellenza. Giorni in cui ti guardi dentro e ti senti naufragare nei ricordi.

Ci sono questi giorni, sì. Ed in questi giorni capita però che giunga il sorriso di chi senti un fratello. E la maglia del Partito Democratico è sul sedile della macchina. Ed anche la bandiera del PD. Perché tu sei davvero incapace di delegare ad altri scelte o sogni. Perché non sei capace di rimanere a guardare. Perché ti rendi conto che una vita priva di entusiasmo non è degna di essere vissuta. Perché quell’entusiasmo Walter è riuscito a regalartelo.

E allora io mi fermo. Di colpo. E spalanco gli occhi, tornando alla realtà, a quello che mi circonda, a quello che mi compone. E prepari un bagno caldo, avvertendo l’arrivo di un mal di gola da ricordare, pensando solo che lunedì forse potremo dire: Sì, noi lo abbiamo fatto. Lo abbiamo veramente fatto.

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Walter e ioultima modifica: 2008-04-08T20:50:00+02:00da cloemi
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11 pensieri su “Walter e io

  1. In trepidazione quanto te ti mando un abbraccio da ricordare, come quel mal di gola che spero, alla fine, non sia arrivato. E ti stringo, ti stringo come sempre, da quanto ti conosco e ho scoperto che sai raccontare anche la mia vita con le tue parole.

  2. Leggerti qui… e da me… è sempre bellissimo.

    La passione con cui TU parli di politica…. mi fa venire i brividi… e mi riscatta da tutto lo schifo che sento ogni giorno a riguardo.
    Speriamo … ormai rimane solo la speranza!
    A presto
    un bacio
    Daniel

  3. Stasera ho salutato un amico (non mediocre); ci rivediamo mercoledì prossimo.
    Gli ho detto: “Spero di rivederti in un’Italia migliore”

  4. Sono molto triste. Non solo per quello che ci aspetta. Ma soprattutto perché, ahimé, niente di più vero è stato detto… “ha vinto l’Italia degli italiani”.
    E’ questo che mi fa male.
    ti abbraccio, cara Mirna.
    Comunque, ti abbraccio forte.
    Daniel

  5. No, purtroppo ci rivediamo in un’italietta che ha deciso di retrocedere in serie b, più poveri di speranze e di entusiasmo. Peccato..peccato davvero
    Ti abbraccio con affetto..

  6. la rimonta era impossibile l’italia è tornata nelle mani del nano ma paghiamo il mal governo di prodi, hai fatto caso comunque che dopo le varie promesse già si parla di decisioni che dovranno prendere anche se inpopolari per salvare il paese e sai che significa di nuovo e scusami l’espressione tutti a 90 gradi e via tanto tocca sempre a noi saluto buonanotte

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