Dieci, cento, mille volte WALTER

Però crederci è stato bello. Davvero. Credere che l’Italia potesse diventare un Paese migliore.

Credere che gli italiani non fossero in larga parte persone che potessero vendersi al miglior offerente in termini di chiacchiere. Che poi tra il dire e il “dare” ci sia di mezzo una galassia, beh.. questo è un altro paio di maniche.

E’ stato bello ascoltare Walter e porre in lui le speranze di una piccola grande donna del Sud.

Parlare con gli altri, quello non è stato bello, ma stimolante.

Eppure i segnali c’erano tutti. Io e il mio collega di scrivania oggi facevamo un’unica riflessione: siamo contornati da berlusconiani. Muti come pesci in campagna elettorale. Che se avesse vinto Walter statene certi che sarebbero tutti corsi a prostrarsi. Ma oggi, ehi.. oggi la veltroniana è tornata a lavoro e a loro non parso vero di sfilare con i loro sorrisetti sulle labbra. Loro, che la gente identifica come “figli di…”. Non punto il dito. Io, oggi, quel dito puntato contro l’ho subito, piuttosto. Ma ho sorriso. A testa alta. Perché la democrazia è questo: accettare il volere della maggioranza. E allora, eccolo, il loro volere.. e non ci è andata per niente male, a conti fatti. Fine ICI, amen, cancellata. Fine bollo auto (figata!). Fine immondizia a Napoli. Di sicuro nuovi mega condoni in arrivo. E udite udite!!! e soprattutto schiattate di invidia: qui in Basilicata NOI lucani (lo ha detto lui, proprio lui, il nano tinto e trapiantato) pagheremo il carburante a metà prezzo. Perché noi abbiamo la fortuna di dormire sul giacimento di petrolio d’Italia. Chi poi dovrà spiegare ai sindaci dove trovare i fondi, senza ICI, per le proprie comunità.. e chi dovrà spiegare alla Lega perché io paghi il gasolio a metà prezzo e loro no.. e chi dovrà cucire quelle infinite coperte per riempire i buchi neri nei conti dello Stato.. beh.. quello non è proprio affar mio. Io accetto la democrazia. E attendo. A mio vantaggio.

Però crederci è stato bello davvero. Nonostante la gola pizzicasse. Nonostante i capelli quasi rasati non proteggessero abbastanza la mia cervicale dal vento freddo di domenica sera.

E’ stato bello, in un comune “a destra”, come il mio, sfoggiare sul petto, e con fierezza, il logo del Partito Democratico, sentirsi un Wolontario, parte di un’unica grande famiglia che ha lottato fino alla fine.

I tanti passi nei corridoi, davanti al seggio in cui sono stata rappresentante di lista, per ingannare l’attesa. Il sorriso con l’apparecchio ai denti di un carabiniere con la pistola ad acqua. Gli abbracci agli Amici di una vita, ritrovati per un giorno. Il mio scrutare i volti di chi entrava in cabina. Il sonno che stentava a venire. Le gambe doloranti.

Lunedì è stato sole, ansia, gli stivali bassi, la tensione che saliva, gli “un due tre quattro cinque dieci cento passi”, i centomila caffè, il presidente incapace, le scrutatrici al limite della sopportazione, l’inizio dello scrutinio, l’ottima risposta della mia sezione. Il primo risultato: nella sezione 14 il PD batte il PDL con 50 voti in più. Ma fuori c’è chi sta scrivendo la storia. Mi tappo le orecchie e chiudo gli occhi per non dar retta alle proiezioni, di qualunque natura esse siano. Un sms di Akapa mi richiama alla realtà. Perché non trasferirsi in Spagna?

La serata si allunga. Lo scrutinio va per le lunghe. Il nano ha vinto, grazie agli italiani. In Sicilia è un tripudio. Puzza di bruciato. Mi arriva un ennesimo caffè. Zuccherato al volo. Tocca a me chiudere i registri. I conti tornano. Gli scrutatori mi ringraziano. Il sorriso con l’apparecchio mi saluta. La gola ora brucia per le troppe sigarette fumate in fretta. Jana in diretta radiofonica. Il nano in diretta telefonica su qualsiasi trasmissione televisiva. Mastico e sorrido con amarezza.

La Basilicata la segnano ancora come rossa, ma anche qui la Sinistra è scomparsa. Direi che sia più bianca che altro. E intanto i seguaci del nano hanno comunque recuperato un bel po’ di strada, a loro interdetta dal dopoguerra ad oggi.

Va bene così. E’ la Democrazia. E’ la Democrazia anche quando un imbecille attacca da un giornaletto chi non lo degna nemmeno di uno sguardo.

Che poi… io ho una testa messa a nuovo, un sorriso aperto, due spalle larghe, una vita bella, il piacere di bere caffè con chi non teme di guardarmi negli occhi. E dico.. da domani pagherò la benzina a metà prezzo!!! Che poi quando arriverà quel domani non lo so. Ma di certo ve lo farò sapere non appena accadrà. Spero solo di esserci ancora.

Lo sapete bene… per questa canzone – e per il suo significato – ho un debole. E mai come ora mi è apparsa più appropriata.

Dedicata a chi combatte ancora.. a chi non è in vendita.. a chi cammina a testa alta.. a chi si assume le proprie responsabilità.. a chi paga sempre il prezzo per le proprie idee.. a chi quelle idee non le butta nell’immondizia.. a chi oggi è deluso ma sente nel profondo di se stesso di essere pulito, dentro e fuori, come qualcuno, invece, non sarà mai. A chi è orgoglioso di colei/colui che è.

A chi è come me.

A chi è come loro.

A chi è come noi….

E se non riuscite a vederlo, lo trovate qui: http://it.youtube.com/watch?v=KUpcxdg2Iqs
I Cento Passi (Modena City Ramblers)

“Sei andato a scuola, sai contare?”
“si so contare”
“E sai camminare?”
“so camminare”
“E contare e camminare insieme lo sai fare?”
“credo di si”
“Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4..”
“ma dove stiamo andando?”
“..conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui?
U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi”
(dal film I Cento Passi di M.T. Giordana sulla storia di Peppino Impastato)

Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un’ideale ti porterà dolore..
“Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada”..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!

“Noi ci dobbiamo ribellare” (dal film)

Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l’hanno più trovato..
“Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani”..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!

Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno stato..
“Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani”..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!

“E’ solo un mafioso, uno dei tanti”
“E’ nostro padre”

“Mio paaaadreaa, la mia famiiiigliaaaaa, il mio paeeeeese..
Io voglio fottermene
io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda
io voglio urlare!”
(dal film)
Dieci, cento, mille volte WALTERultima modifica: 2008-04-16T23:10:00+02:00da cloemi
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7 pensieri su “Dieci, cento, mille volte WALTER

  1. Giusto oggi un collega, notorio fascista, mi ha chiesto di intervenire per una sua pratica dell’ASL. Ma come voi della desta non siete anti assistenziali e per il liberalismo ? Perchè dovrei sbattermi per il vecchio padre o suocero ?
    Trova una badante Azera e sfruttala senza pagare le tasse !
    Invece cercherò di fargli avere dei soldi…
    Ma vorrei che se lo godessero tutto !

  2. Giusto oggi un collega, notorio fascista, mi ha chiesto di intervenire per una sua pratica dell’ASL. Ma come voi della desta non siete anti assistenziali e per il liberalismo ? Perchè dovrei sbattermi per il vecchio padre o suocero ?
    Trova una badante Azera e sfruttala senza pagare le tasse !
    Invece cercherò di fargli avere dei soldi…
    Ma vorrei che se lo godessero tutto !

  3. Eh sì, in Sicilia è stato un tripudio, e io non ho smaltito ancora la diretta no stop di non so più quante ore a ingoiare amaro, il sonno e la stanchezza e la delusione e la rassegnazione e…E sempre e…Dicono che faranno il ponte adesso, come priorità di questa terra, che ha la sanità sotto i livelli minimi di assistenza, le ferrovie a pezzi, fame di lavoro e sete, tanta, di acqua. Che ha un sole pulito e un mare straordinario che nessuno intende davvero valorizzare, e che ha tanti giovani di cuore, costretti ad andare via sempre più velocemente. E LORO il ponte forse lo faranno proprio per questo, per consentire ai giovani di andare via più in fretta…Perchè a nessuno di LORO interessa davvero che qui le cose rifioriscano…Ti avevo cercato Mirna quel giorno, sapendo bene che a godere di te sarebbe stato lo scenario che hai appena descritto. Volevo la tua voce, e il tuo abbraccio virtuale. Crederci è stato bello.

  4. Cara Cloe… sai… sono molto giù.. perché al di là dei segnali ci ho creduto… e perché cmq non pensavo andasse così tanto male….
    Questi italiani mi hanno deluso per l’ennesima volta… forse dovrei andarmene in Irlanda definitivamente,

    Però… però leggerti… mi ha fatto molto bene… mi ha un po’ riacceso… e per l’ennesima volta… ti ringrazio… e ti abbraccio

    Daniel

  5. Lunedì e Martedì. Ammutolito. Chiuso nel mio ufficio a lavorare, e a grugnire verso chi passava tentando di pigliarmi per il culo. E prontamente capiva che non era il caso. Lo scrissi qui, tanto tanto tempo fa, che la campagna elettorale di Walter non mi piaceva. Senza palle. Ma anche se non fosse stato così, lo avrebbero segato lo stesso. Adesso non sono tranquillo; ma stasera mi concedo un bel concerto con la mia figliola, anche lei amante della musica.

  6. Il tema di quest’anno al salone del Libro è: CI SALVERà LA BELLEZZA?
    HO DEI DUBBI, MA NON VOGLIO PERDERE LA SPERANZA. UN ABBRACCIO

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